University of Alberta Dictionary of Cognitive Science: Pop Out

Le attività di ricerca visiva sono spesso utilizzate per studiare la cognizione visiva. In tale compito, a un soggetto viene solitamente presentato un display visivo costituito da un numero di oggetti. Nella versione di odd man out di questo compito, in una metà delle prove uno degli oggetti (il bersaglio) è diverso da tutti gli altri oggetti (i distrattori). Nell’altra metà delle prove, gli unici oggetti presenti sono distrattori. I soggetti devono decidere nel modo più rapido e preciso possibile se un bersaglio è presente in ogni display. Le misure dipendenti in tali attività sono funzioni di latenza di ricerca, che rappresentano il tempo necessario per rilevare la presenza o l’assenza di una destinazione in funzione del numero totale di elementi di visualizzazione.

Il lavoro pionieristico sulla ricerca visiva ha scoperto il cosiddetto effetto pop out: il tempo necessario per rilevare la presenza di un bersaglio che è caratterizzato da uno di un piccolo numero di caratteristiche uniche (ad es. colore, orientamento, contrasto, movimento) è in gran parte indipendente dal numero di elementi distrattori in un display, producendo una funzione di latenza di ricerca che è essenzialmente piatta (Treisman & Gelade, 1980). Questo perché, indipendentemente dal numero di elementi nel display, quando il target è presente sembra spuntare fuori dal display, portandosi immediatamente all’attenzione. Al contrario, il tempo per rilevare un target definito da una combinazione unica di funzionalità aumenta generalmente con il numero di elementi distrattori, producendo funzioni di latenza di ricerca con pendenze positive. Il piccolo numero di proprietà che producono pop out nella ricerca visiva sono anche le stesse proprietà per le quali i moduli visivi sono stati scoperti dai neuroscienziati (Livingstone & Hubel, 1988).

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